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Editoriale

Propone interventi e opinioni di persone autorevoli legate alla Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, su tematiche legate all'attualità, alle politiche per la disabilità, ad eventi di rilievo per il settore.

  • Di autismo non si deve morire (di Tiziano Gabrielli*)
    Quando si parla di autismo associandolo solamente alla "non vita" o ad una "disperante solitudine", diventa doveroso chiedere di pensare anche ai bambini, ai ragazzi e agli adulti con autismo, per dire che la loro vita è più che possibile, così come è reale e quotidiana la meraviglia che con loro è realizzabile (continua...)
  • Le persone non sono frazionabili! (di Gabriella d'Acquisto*)
    Una riflessione profonda riguardante la recente triste vicenda accaduta nei pressi di Palermo, ove un padre pensionato ha ucciso il figlio ventiseienne, con problemi di autismo. I servizi alle persone con disabilità, dichiara tra l'altro la presidente dell'ANFFAS siciliana, non possono più essere «episodici e frazionabili, come non è frazionabile la persona e la sua condizione di cittadino» (continua...)
  • Resterebbe la rabbia, resterebbe la dignità (di Alberto Fontana)
    Più che un editoriale una lettera aperta, con i toni dell'invettiva, questo intervento di Alberto Fontana, presidente nazionale della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), che prendendo le mosse da alcune voci sul mancato finanziamento ad una serie di progetti per il Servizio Civile Volontario, analizza in modo impietoso le varie carenze pubbliche di fronte ai problemi di assistenza delle persone con disabilità grave o gravissima. Per il momento l'auspicio è che almeno quelle ipotesi di tagli non trovino conferma nei fatti (continua...)
  • Col badile e col sudore (di Giorgio Genta*)
    È certamente cresciuto negli ultimi anni l'interesse collettivo verso i problemi della disabilità, ma i risultati prodotti dal lavoro politico spesso sono stati quasi impalpabili. E questo perché il solco con i bisogni reali delle persone si può colmare solo con la concretezza, non con le parole e le proposte di legge che restano eternamente tali... (continua...)
  • All'interno dell'universo femminile* (di Luisella Bosisio Fazzi**)
    Le donne con disabilità vivono da sempre una condizione di doppio svantaggio e discriminazone, ma oggi c'è forse un elemento di novità che arriva dall'incontro con le madri di uomini e donne con disabilità, tanto da far pensare ad un processo lento, ma inarrestabile che parte dal riconoscere l'altra come persona (continua...)
  • Quando la lingua fa male (di Giuliano Giovinazzo)
    Non è mai accettabile un linguaggio lesivo dell'immagine delle persone con disabilità e di conseguenza dei loro diritti. Ma lo è ancor meno quando ad utilizzarlo sono uomini politici, persone di cultura, appartenenti oltretutto a gruppi in genere molto attenti alle questioni legate ai diritti umani (continua...)
  • Quando non si rispettano le linee guida (di Giorgio Genta*)
    Nell'ambito della medicina, del sociale, della scuola, la procedura dovrebbe essere abbastanza semplice e lineare: dal progetto pilota alle buoni prassi, fino alle linee guida, per tentare di incidere positivamente sulla realtà quotidiana e rispondere alle necessità dell'utenza. Ma quando non si rispettano le linee guida, il processo virtuoso si inceppa... (continua...)
  • Solo sani e forti per lavorare al Senato (di Stefano Borgato)
    Il bando di un concorso per lavorare al Senato come "Assistente parlamentare della professionalità generale" richiede ottima capacità visiva e altrettanta funzionalità uditiva, niente ausili ortopedici e una normale funzionalità degli arti superiori. Requisiti che sembrano per lo meno stonati, in tempi di Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, con la quale si cerca di superare ogni forma di discriminazione... (continua...)
  • Preparazione clinica o cinica? (di Giorgio Genta**)
    Tra i temi in discussione da parte dei distretti sociosanitari - che stanno tentando di rielaborare i servizi dedicati alle persone con disabilità - vi è anche quello del cosiddetto "sollievo", ovvero il proposito di alleviare, nei momenti di necessità assoluta o di maggior carico assistenziale e psicologico, la famiglia che attraversa un momento di "eccessiva usura". Ma per evitare problemi ulteriori sarebbe necessario anche consultare le stesse famiglie, con una vera preparazione clinica e non "cinica" (continua...)
  • Cari giudici, ascoltate i fratelli e i genitori (di Carolina Amelio*)
    Fa discutere la sentenza segnalata nei giorni scorsi per il nostro sito da Giorgio Genta, secondo la quale un giudice ha ritenuto che per una bimba fosse disdicevole essere adottata dalla famiglia alla quale era stata affidata da un paio di anni, dal momento che avrebbe continuato a vivere con un fratello affetto da sindrome di Down. Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo un altro prezioso contributo sulla questione (continua...)

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